17 maggio: Festa a ROMANO d’Ezzelino
Con l’alzabandiera e la deposizione di una corona ai Caduti, sul monumento ai Fanti edificato dalle mani e dalla volontà dei Fanti stessi, anche per riaffermare un legame profondo tra memoria, sacrificio e futuro si è celebrata la Festa dei Fanti di Romano d’Ezzelino.
Dopo il saluto del Presidente della sezione Marco Gatto, ha preso la parola il rappresentante del sindaco, l’assessore Remo Serraglio, anch’egli Fante di Romano, con un discorso intenso e ben motivante:
“- Queste pietre, questo luogo, non appartengono soltanto alla storia. Appartengono alla nostra coscienza collettiva. Ogni monumento ai caduti è una voce silenziosa che attraversa il tempo e ci ricorda il prezzo della pace, della libertà e della dignità di un popolo.
Ricordare non significa restare ancorati al passato. Al contrario, la memoria è ciò che permette ad una comunità di guardare avanti con maggiore consapevolezza. Un popolo che dimentica i propri sacrifici rischia di perdere anche il senso del proprio cammino. Per questo il dovere della memoria non è una semplice cerimonia: è un impegno morale, civile ed educativo.
I Fanti italiani hanno rappresentato, nei momenti più duri della nostra storia, il volto della dedizione, della fatica e del servizio. Uomini semplici, spesso giovanissimi, chiamati a sopportare il peso della guerra con coraggio e spirito di sacrificio. Molti di loro non fecero ritorno. Altri tornarono cambiati per sempre. Ma tutti lasciarono un’eredità di valori che ancora oggi interpella le nostre coscienze.
Ed è proprio qui che si inserisce il ruolo prezioso dell’Associazione dei Fanti. Custodire la memoria non basta se essa non viene trasmessa. La vostra missione continua nell’esempio, nella presenza tra la gente, nelle scuole, nelle comunità, nel richiamo costante ai valori del servizio, della solidarietà, dell’amore per il Paese e del rispetto reciproco.
Viviamo in un tempo profondamente diverso. Le nuove generazioni non conoscono più il servizio di leva obbligatorio, che per tanti uomini è stato un momento di crescita, disciplina, responsabilità e fraternità. La leva non insegnava soltanto l’uso delle armi: insegnava il senso del dovere, l’appartenenza ad una comunità nazionale, il valore dell’aiutarsi l’un l’altro senza distinzioni di provenienza o condizione sociale.
Oggi questo compito educativo ricade ancora di più sulle associazioni d’arma e sul volontariato. Tocca a noi trasmettere ai giovani quei principi di responsabilità e di servizio che rischiano di indebolirsi in una società troppo spesso dominata dall’individualismo e dalla fretta del presente.
Lo spirito del Fante non appartiene soltanto al passato militare dell’Italia. È uno spirito fatto di umiltà, sacrificio, vicinanza alla popolazione, capacità di affrontare le difficoltà senza arretrare. È lo stesso spirito che vediamo nei volontari che aiutano durante le emergenze, in chi si mette a disposizione degli altri senza chiedere nulla in cambio, in chi sente ancora il dovere di contribuire al bene comune.
Per questo, oggi, davanti a questo monumento, il nostro ricordo deve trasformarsi in responsabilità. Non basta onorare i caduti con le parole: essere degni del loro esempio attraverso i comportamenti quotidiani, attraverso il rispetto delle istituzioni, attraverso l’impegno verso la comunità e verso i più giovani. “-
Anche il Presidente della Federazione provinciale Dino Compostella ha fatto riferimento ai giovani che dovrebbero chiedersi cosa essi abbiano a che fare difronte ad un monumento: cosa dice loro? cosa trasmette? Di fronte al rischio che esso parli un linguaggio che non sanno cogliere e di fatto non colgono, (non è fatto di segni e news digitali) non comprendendo che se essi vivono in un Paese libero e democratico e – nonostante tutto – ancora sicuro è perché questi valori, richiamati da questi segni della memoria, sono stati garantiti dal sacrificio e dal coraggio di questi Fanti che ci hanno preceduto.
In questo i Fanti oggi sono chiamati a dare testimonianza ed esempio, insegnamento soprattutto ai giovani: glorificando i valori mutuati dal passato devono fare della memoria una promozione ed educazione umana. Devono essere sempre più visibili e testimoni nella comunità. In allegra convivialità si è poi conclusa nel pomeriggio questa assolata giornata di festa.















