BRANDOLINO BRANDOLINI, conte, deputato, eroe di guerra
Tre giorni alla MEMORIA di Brandolino Brandolini d’Adda

Cison Di Valmarino e Velo d’Astico ONORANO il deputato Brandolino Brandolini d’Adda.
Per quanti non fossero di Velo d’Astico o di Cison di Valmarino, non è così probabile e facile che conoscessero la figura di questo giovane uomo, nobile e conte, deputato e volontario al fronte, caduto in guerra 110 anni fa, tra il 26 e il 28 giugno perché ferito nei pressi della Montanina.
Certamente nel suo paese natio, nel bellissimo borgo di Cison di Valmarino palazzi e siti ripetono il nome e la fama della sua storia, come d’altronde a Velo d’Astico, nei pressi di Arsiero, ai piedi del Cimone e di Tonezza, dove proprio lì sulla salita della Montanina, una grande stele ne ricorda l’opera e il luogo del ferimento, in concomitanza con quei giorni in cui s’andava fermando la Strafexpedition austro ungarica che mirava all’irruzione nella Pianura Padana. Fu ferito, dunque, in questo luogo indcato dalla stele il 26 giugno; ne seguì l’intervento chirurgico il giorno successivo, presso l’ospedale da campo 08, per morire in tutta serenità il giorno 28 giugno, presente la madre accorsa da Cison di valmarino.

Per scoprirne la storia e conoscere la vita e gli alti valori morali del conte Brandolino Brandolini d’Adda si è stati invitati a due serate, susseguentesi il 26 e il 27 giugno, prima a Cison di Valmarino e poi a Velo d’Astico. Nel borgo dell’alto trevigiano, presso il teatro, la relazione dello storico Michele Fiaschi accompagnato da Mara Cibello con la lettura di alcune lettere dal fronte ha tracciato nei dettagli la chiara figura del conte e del soldato, deputato che va volontariamente in guerra per contribuire con la sua vita alla difesa della Patria e l’uomo consapevole dei rischi, e sereno di fronte a ciò che il destino gli può serbare, rubandolo per sempre agli affetti dei suoi familiari.



La serata è stata magistralmente accompagnata da bellissimi intervalli canori del coro ANA Mesulano.
A Velo d’Astico, quasi senza soluzione di continuità con quello che qualche settimana prima lo storico Luigi Cortelletti andava spiegando sui profughi di quel paese lungo la val d’Astico, che si doveva abbandonare perché in mano ad un nemico che in quei frangenti sembrava del tutto inarrestabile nella sua discesa a valle, ora, lo stesso, continuava quel racconto storico focalizzandosi sulla persona del conte, deputato, sottotenente volontario nel duecentonovesimo reggimento di fanteria della Brigata Bisagno e sugli eventi eroici e tragici che lo legano irreversibilmente a quei luoghi, e dove vi resterà anche sepolto per una decina d’anni, prima d’esser riportato nella tomba di famiglia, a casa sua. Un prezioso e minuzioso racconto che evidenziava la grande attività di Brandolino anche come salvatore di alcune opere d’arte sottratte da due chiese di Velo e messe in sicurezza prima delle distruzioni provocate dall’artiglieria nemica.



Domenica 28, carichi delle conoscenze sulla virtuosa figura di quest’uomo, si era dunque pronti ad onorarne la memoria come si fa davanti ai monumenti: con gli onori alla bandiera e la deposizione della corona sul cippo che qui lo immortala alla nostra storia. Siamo convenuti alla cerimonia che, alla presenza dei rappresentanti delle Amministrazioni dei due siti trevigiano e vicentino e delle associazioni d’arma, in particolare della “sua” arma di fanteria, con medagliere provinciale, labari e bandiere, gli ha tributato onori e riconoscenza, sottolineati anche dalla orazione del sindaco di Velo d’Astico e dagli interventi della rappresentante del sindaco di Cison Valmarino e del presidente della Federazione di Vicenza Dino Compostella.


















Al termine degli interventi sono state consegnate onorificenze ed attestati






Nota significativa e ben evidenziata pubblicamente, la condivisione di intenti ed azioni tra le due Federazioni dei Fanti di Treviso e di Vicenza, pronte a consolidare questo legame di collaborazione, e non solo sporadicamente specie in occasione di manifestazioni e celebrazioni che riguardino siti comuni o vicini nell’una o nell’altra provincia, ma nel prosieguo delle attività di ciascuna Federazine.. Un evviva alle nostre ASSOCIAZIONI !
dinco
