TONEZZA 20 luglio 2025
Più di mille riuniti ai Crosati per rendere omaggio alla memoria dei Caduti nel segno della concordia tra i popoli (di Giovanni M. Filosofo – Giornale di Vicenza)
Nel ventennale del recupero dell’ex cimitero austroungarico di località Crosati, è stato impossibile scindere la memoria per i 1.036 Caduti dal ricordo per Damiano Ian- nascoli, il giovane vicentino morto a 19 anni, nel 2015, seminarista, ma soprattutto animatore dell’Azione cattolica, innamorato di Tonezza, amico di tutti, buono nell’animo, che componeva canzoni e preghiere, cantandole con la sua chitarra. Ad unire, domenica, la memoria e il ricordo è stata la parola “pace”: detta, ripetuta nei vari interventi, in occasione dell’“lncontro internazionale della pace e della concordia tra i popoli”.
Ai Crosati sono arrivati in tanti, forse più di un migliaio: i fanti, cui si deve il restauro nel sacello, una delegazione straniera, autorità della Regione e della Provincia, sindaci di una ventina di Comuni. E tanti giovani, molti provenienti dalla vicina Casa alpina fanciullo Gesù, dove si tengono molti campi estivi dell’A. C.
A suggellare l’importanza dell’evento, è stata la presenza del vescovo, Giuliano Brugnotto, che ha celebrato la messa. «Qui – ha detto il sindaco Franco Bertagnoli – abbiamo voluto onorare i Caduti dell’esercito imperiale, recuperando un camposanto abbandonato, nel segno della solidarietà. La pace non si conquista una volta per tutte, ma la si difende giorno per giorno per una convivenza comune, contro odio e pregiudizi, la si cura con amore, come una vigna».
Bela Kaplar, capitano degli artiglieri dell’Honved ungherese, ha ringraziato per quanto fatto dai “fratelli” italiani per i “fratelli” d’oltralpe. «Quando sono qui, mi devo fare forza per far convivere la bellezza dei monti con la commozione per tanto sangue versato. Per me la commemorazione è una festa d’amicizia». «Questo è un luogo che parla alla nostra coscienza – ha affermato Roberto Ciambetti, presidente del Consiglio regionale Ogni croce ci parla, ci dice che il valore della pace è troppo grande per essere perduto». Anche Andrea Nardin, presidente della Provincia, ha parlato di pace. «Pace che va conquistata anche scegliendo di difenderla. I giovani imparino l’immenso valore di un servizio, per la società». «La pace non è un monumento, ma un movimento – ha detto Isabella Sala, vicesindaco del Comune di Vicenza Per questo occorre custodire la memoria per costruire la pace, premessa di giustizia. Questo incontro è festa: non nega il passato, il dolore, ma afferma l’impegno di pace, fede, fraternità».
Particolare l’intervento di Gianni Stucchi, presidente nazionale dei fanti. «Ho visto tanti giovani, seduti a terra, con le gambe abbracciate. Abbracciarsi è l’onore per il luogo dove ci troviamo, in cui le rocce ci sorridono. Oggi la pace non c’è, perché siamo egoisti, non più capaci di abbracciare traiettorie di pace nel cielo».
Anche il vescovo ha parlato di convivenza pacifica, come unica scelta possibile per salvare l’intera umanità, «dato che oggi le guerre non sono più circoscritte, ma coinvolgono il mondo. Dobbiamo scegliere la vita, l’amore, la solidarietà, l’accoglienza, il dialogo, la diplomazia». Ecco, in tale atmosfera, l’atto finale: l’inaugurazione del “Sentiero della pace”, dai Crosati al Cimone, dedicato al ricordo di Damiano Iannascoli. Una folla immensa si è portata nel punto di partenza. Lì, è stata scoperta una bacheca biografica.
(Un Grazie al fante Sergio Mottin per filmati e fotografie)






Un particolare ringraziamento al fante Trentin Felice per il suo prezioso contributo fotografico.




















